venerdì 6 aprile 2012

Coincidenze linguistiche

Imparare la prima lingua straniera è sempre la più difficile. Quando l'unico paragone che hai è la tua madrelingua - che non hai appreso a scuola, ma semplicemente vivendo - ti manca la consapevolezza di molte regole grammaticali. Certamente si studia grammatica a scuola, ma non con lo stesso metodo con cui si studia la grammatica di una lingua straniera. (Infatti, te ne rendi conto subito quando devi spiegare delle regole della tua lingua a uno straniero.) Molti concetti grammaticali si incontrano la prima volta quando si comincia a studiare una lingua straniera. Quando poi si studia una seconda lingua straniera viene spontaneo il paragone con le altre due lingue già conosciute. Ormai si ha il metodo, si conoscono i concetti grammaticali, c'è solo da riempirli con contenuti diversi. A seconda della nuova lingua, possono apparire anche concetti del tutto nuovi, ma il grosso si sa già. Tempi verbali, coniugazioni, declinazioni, generi, ecc. 

Certamente più la nuova lingua assomiglia alla tua o alle altre che conosci già, più veloce e facile è l'apprendimento. Dall'altro lato però maggiore è il rischio di confusione. Non è affatto facile tenere distinti nella mente due lingue molto simili come possono essere l'italiano e lo spagnolo o lo svedese e il norvegese. Quindi imparare una nuova lingua molto diversa ha i suoi vantaggi, anche se inizialmente le difficoltà sono maggiori.

Io ho il privilegio di avere come madrelingua una lingua molto particolare che non assomiglia a nessun'altra e con cui non posso capire nessun'altra lingua al mondo, neanche in una minima parte. Perciò per me imparare qualsiasi altra lingua vuol dire necessariamente imparare una lingua molto diversa dalla mia. Ora che sto studiando la quinta lingua indoeuropea (a parte l'inglese e l'italiano, in passato ho provato a studiare un po' di tedesco e spagnolo, e adesso sono alle prese con lo svedese), posso dire che la struttura grammaticale è esattamente la stessa in tutte e cinque con delle piccole variazioni.

Nonostante ciò la mia madrelingua mi aiuta spesso a imparare una nuova lingua. Mi diverte molto scoprire quelle che io chiamo "coincidenze linguistiche". Si tratta di espressioni o modi di dire simili. Le considero coincidenze perché probabilmente non c'è un legame diretto (storico-etimologico) tra le due espressioni, eppure sono costruite nello stesso modo. Al corso di svedese non è raro che mi capiti che qualcosa capisco al volo perché si dice uguale in ungherese, mentre è completamente diverso in italiano e in inglese. Mi capitò spesso anche al corso di tedesco a suo tempo ma le attribuivo all'influenza che il tedesco effettivamente esercitò sul lessico della mia lingua grazie ai forti legami storico-culturali (con l'Austria soprattutto, ma anche con la Prussia/Germania). Questa volta però è difficile parlare di legami storici tra Svezia e Ungheria.

Ecco qualche esempio:
- Il verbo se ut, 'sembrare' o 'avere l'aspetto di'. Per esempio: Den här killen ser bra ut. = Questo ragazzo è di bell'aspetto. This guy looks nice (e non 'looks out nice'). In ungherese: Ez a fiú jól néz ki. 'Kinéz' vuol dire letteralmente ser ut.

- La sequenza nelle date. Gli svedesi, come gli ungheresi, scrivono anno-mese-giorno. Quindi oggi è il 2012.4.6. e non il 6.4.2012 come per gli italiani o il 4.6.2012 come per gli americani.

-  Diverse parole composte. Lo svedese, come il tedesco e l'ungherese, si presta bene a formare delle parole composte, anche molto lunghe. Ed alcune di queste coincidono con il modo in cui è formata la stessa parola in ungherese. Due esempi: il dentista che in entrambe le lingue si chiama "dottore del dente", tandläkare in svedese e fogorvos in ungherese; il quadrato come forma geometrica si chiama "quattro angoli", fyrkant in svedese e négyszög in ungherese (e anche in tedesco: Viereck).

- La radice di alcune parole, come per esempio quella di 'pianta' (nel senso di vegetale) che in italiano deriva dal latino "planta" ('pianta del piede', perché 'plantare' ovvero 'spingere nella terra' era un modo per 'piantare', almeno secondo il Garzanti), in ungherese e in svedese ha come radice il verbo 'crescere': växt (letteralmente 'cresciuto') in svedese e növény (che però non significa 'cresciuto', ma solo ed esclusivamente 'pianta') in ungherese. La mia lingua poi si presta particolarmente bene alla creazione di nuove parole, essendo una lingua agglutinante. Non sono l'unica che la descrive come una "lingua LEGO", adatta alla poesia in maniera eccezionale. La radice della parola növény per esempio è , che come verbo significa 'crescere', ma come sostantivo significa 'donna'. Dal verbo poi sono formate le parole növedék o növekmény (incremento), növendék (allievo), növény (pianta), e molte altre.

- Poi ci sono alcuni false friends assolutamente incidentali, ma molto divertenti, tra lo svedese e l'ungherese. Così, ad esempio, la parola apa che in ungherese significa 'padre', mentre in svedese vuol dire 'scimmia'! Anche se con una pronuncia leggermente diversa. Meno male che io mio babbo lo chiamo apu (una variante vezzeggiativa), e non apa, se no immaginate quando mi viene a trovare in Svezia e gli svedesi mi sentono chiamarlo, che ne so, in un supermercato. :)
(In un contesto religioso-ecclesiastico, con riferimento a Dio e ai sacerdoti, però si usa un'altra parola, atya, che significa ugualmente 'padre', ma non nel senso di legame famigliare. Il Padre Nostro in ungherese è Miatyánk.)

- Un ultimo esempio di coincidenza linguistica, stavolta grammaticale, tra ungherese e svedese è la differenza tra preposizioni, prefissi e avverbi che indicano un luogo e quelle che indicano moto a luogo. Ecco a cosa mi riferisco: 'fuori' che può essere ut (luogo) o ute (moto a luogo, 'verso l'esterno') in svedese, e kint (luogo) o ki (moto a luogo, 'verso fuori') in ungherese; 'giù' che può essere nere (luogo) o ner (moto a luogo, 'verso il basso') in svedese, e lent (luogo) o le (moto a luogo) in ungherese); 'a casa' che può essere hemma (luogo) o hem (moto a luogo, 'verso casa') in svedese, e otthon (luogo) o haza (moto a luogo) in ungherese; 'qua' che può essere här (luogo) o hit (moto a luogo, 'verso qui') in svedese, e itt (luogo) o ide (moto a luogo) in ungherese. E la lista potrebbe continuare a lungo...

Le "coincidenze linguistiche" sono affascinanti almeno quanto l'etimologia. Mentre quest'ultima rivela i legami storici tra i diversi popoli, gli esempi sopra riportati mostrano che siamo tutti degli esseri umani e talvolta, indipendentemente l'uno dall'altro, arriviamo alla stessa conclusione.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

bellissimi questi tuoi post sulla lingua!
Raffaella

Lil_Eveline ha detto...

Potresti togliermi una curiosità? L'altro giorno discutevo con degli amici del fatto che, in inglese, per le domande si usa why e per le risposte because. Riflettendoci, mi sono resa conto che anche il francese e il russo utilizzano due parole diverse, ed una delle mie amiche mi ha detto che anche per lo spagnolo è così. A questo punto mi (e ti) chiedo: l'italiano è l'unica lingua europea ad utilizzare la stessa parola (perché) sia nelle domande che nelle risposte?

Kata ha detto...

@Raffaella: grazie :)

@Lil_Eveline: non conoscendo tutte le lingue europee, non ti so dire. In svedese e in ungherese ci sono due parole diverse come in inglese. In svedese "varför" nella domanda e "för att" o "därför att" nella risposta. In ungherese: miért-mert. In spagnolo però mi pare che sia come in italiano. "Porque" si usa sia per la domanda che per la risposta, anche se si scrive diversamente. "Por que" (separato) nella domanda e "porqué" (tutto attaccato) nella risposta. E dovrebbe essere lo stesso nel portoghese. Non so se fa differenza nella pronuncia però.

Angel ha detto...

@Lil_Eveline: Ovviamente non conosco tutte le lingue europee neanch'io, ma oltre le lingue menzionate da Kata, ti posso dire che anche in olandese ci sono due parole diverse ("Waarom?" = Perché?, "omdat" o "want" = perché /risposta/).
@Kata, sono passati tanti anni da quando usavo spesso lo spagnolo, pero' mi sembra che non ci sia differenza nella pronuncia di "por qué" e "porque". :)
Son davvero molto interessanti i tuoi post delle lingue :) Cmq uno mio amico italiano-ungherese ha la fidanzata svedese (coppia internazionalissima :D ). La fidanzata dice che ci sono tante parole svedesi che coincidono con parole ungheresi. Ora mi vengono in mente solo "kex" e "strand" di quelle che mi ha detto. Non lo so se queste parole esistono anche in tutte le altre lingue germane (il tedesco x esempio non lo parlo) e quindi la spiegazione della coincidenza sia l'effetto del tedesco sulla lingua ungherese. Io delle lingue germane conosco solo l'olandese e x quanto lo so io, "kex" e "strand" in olandese non si dicono.

Kata ha detto...

@Angel: ho notato anch'io "kex" e "strand", ma queste due parole noi ungheresi le abbiamo prese dal tedesco (i tedeschi scrivono "keks" però, e infatti neanche noi usiamo la "x"). L'ungherese ha davvero tante parole (proporzionalmente poche, ma numericamente tante) dal tedesco, ed alcune di queste sono uguali anche in svedese per coincidenza. :)

Lil_Eveline ha detto...

Grazie mille per le risposte. Non mi aspetto certo che tu conosca tutte le lingue europee, ma speravo che, per studio o per curiosità, ti fossi già posta il problema. E, magari, avessi pure trovato una soluzione. Affronterò la pigrizia e interrogherò l'onnisciente google fino ad estorcergli la Verità. :D
Grazie ancora.
Paola

Kata ha detto...

@Paola: beh, di sicuro l'italiano non è l'unico a usare lo stesso "perché" per domanda e risposta. Sembra che anche in spagnolo e in portoghese sia così. :) Non so com'è nelle lingue slave...