venerdì 15 aprile 2011

Vocali vs consonanti

Attenzione! O come scriverebbero gli svedesi: OBS! Un altro post linguistico che tanti possono trovare noioso! A me invece diverte parecchio scriverlo. :)

Molti pensano che l'ungherese sia una lingua piena di consonanti, come le lingue slave. (Forse sono le stesse persone che pensano che l'ungherese sia una delle lingue slave...) Niente di più sbagliato. L'ungherese è una lingua dominata dalle vocali. Come lo è anche lo svedese. Due lingue che dispongono di un'ampia gamma di vocali.

La lingua più colma di consonanti in Europa è forse il polacco. Per farvi capire la differenza basta vedere come si dice, per esempio, buon compleanno. In polacco è "Wszystkiego najlepszego!", in ungherese "Boldog születésnapot!". E' curioso però che le uniche due lingue in cui si trova il digramma (doppia lettera che indica un solo suono) 'sz' siano il polacco e l'ungherese, anche se la leggono in maniera opposta: in ungherese è una semplice 's' (esse), mentre in polacco una 'sc' (come in 'sciare'). Dico sempre che è facile riconoscere l'ungherese (scritto). Se trovate una 'sz' e tante vocali con degli accenti strani, allora è ungherese. Se invece ci sono le 'sz', ma è pieno di consonanti e non ci sono vocali con accenti strani, allora è polacco.

Ma ora volevo fare una comparazione tra l'ungherese e lo svedese, essendo tutti e due, come già detto, dominati dalle vocali. E sono queste a mettere più in difficoltà gli italiani. Di consonante ce n'è una sola difficile sia in ungherese che in svedese. In ungherese il digramma 'gy' che ha un suono simile a quello che si trova in 'adieu' in francese (esempio: nella parola 'magyar', magiaro/ungherese). In svedese, invece, è difficile pronunciare (pure per me) i digrammi 'sj' e 'sk' (per esempio in 'sju', sette) che sono entrambi una specie di h molto aspirata. 

L'alfabeto ungherese ha 14 vocali, quello svedese ne ha 9, in confronto alle 5 vocali dell'alfabeto italiano. I numeri però sono fuorvianti. In realtà le 14 vocali ungheresi corrispondono a 9 suoni. Infatti, 5 di esse sono differenti soltanto nella loro lunghezza. Così i-í, o-ó, ö-ő, u-ú e ü-ű indicano lo stesso suono in versione corta e lunga. Ecco tutto l'alfabeto ungherese (composto di 44 lettere):


L'unico suono composto di tre lettere, 'dzs', in realtà si usa soltanto in parole di origine straniera, come dzsessz (cioè 'jazz') o dzsem (cioè 'jam'). W, x e y si usano ugualmente soltanto in parole straniere (un altro buon indizio per distinguere l'ungherese dal polacco che invece è pieno di w). La y (ipszilon) in ungherese non corrisponde a nessun suono, la si usa solo nei digrammi (gy, ly, ny, ty). Quindi possiamo dire che chi vuole imparare a parlare l'ungherese, deve imparare a pronunciare 35 suoni diversi ('ly' e 'j' si pronunciano nello stesso modo), e a dare importanza alla lunghezza delle vocali. Infatti, per esempio kor e kór sono due parole diverse. La prima significa 'età', la seconda 'malattia'. Non è proprio la stessa cosa...

Lo svedese ha gli stessi 9 suoni (di vocali) dell'ungherese, anche se le lettere hanno accenti diversi. La å per esempio corrisponde alla ó ungherese, e la ä alla nostra e. La cosa curiosa è che nell'alfabeto svedese, composto di 29 lettere, le vocali con gli accenti strani si trovano in fondo. In questo modo:


Come vedete, niente consonanti strane nello svedese.

Il numero delle vocali è fuorviante pure per l'italiano che sulla carta ne ha solo cinque. In questo l'italiano, credetemi, è più difficile dello svedese e dell'ungherese che indicano sempre che suono devi pronunciare (parliamo solo delle vocali adesso). L'ungherese ti indica addirittura la lunghezza! In italiano invece l'apertura di una vocale non è segnalata in alcun modo e varia pure da regione a regione, assumendo diverse sfumature. La cosa più difficile è sapere quando pronunciare la 'e' in maniera aperta e quando in maniera chiusa. Non è solo una sofisticatezza per chi vuole parlare senza accento. A volte fa proprio differenza. Per esempio non ricordo mai quale pronuncia di 'pesca' sta per la frutta e quale per l'attività di pescare. Un ungherese parla in italiano con le 'e' molto aperte e con la 'o' chiusa alla barese. Negli anni sono migliorata molto in questo senso, ma credo che le vocali mi tradiscano ancora ognitanto. :)

Vi lascio due video per illustrare quanto scritto e per farvi sentire, se vi interessa, le vocali di queste due lingue. Prima un video ungherese: è la prima parte di un'intervista a uno dei miei attori preferiti, Péter Rudolf, in uno dei miei show televisivi preferiti.



Per un esempio svedese, invece, ecco una scena da un film famoso di Ingmar Bergman, Il posto delle fragole (in svedese Smultronstället), del 1957.

12 commenti:

Giusi ha detto...

E se anche a qualcuno venisse in mente che l´ungherese è una lingua slava, gli basterebbe sentirlo parlare un attimo per capire che proprio non lo è!
"Pèsca" ("e" aperta) è il frutto, "pésca" ("e" chiusa) è l´attività del pescare, ma il contesto chiarisce sempre qualsiasi dubbio e io mai riuscirò a dire "Mangio una pèsca", anche se ne andrei fiera ;-)
Mi piacciono i tuoi post linguistici! :-)

Giusi ha detto...

Sarà che mi lascio influenzare dalle poche nozioni linguistiche che mi sono rimaste, ma io ce la sento proprio, la somiglianza (nel sonoro, intendo) con il suomi... e tu?
http://www.youtube.com/watch?v=lMTc1Nj5E9k&feature=related
(Da un film bellissimo, da vedere assolutamente!)

Anonimo ha detto...

Infatti l'italiano di vocali ne ha sette a livello fonetico, ma la trascrizione grafica non lo segna mai, a parte quando c'è da distinguere monosillabi o verbi come appunto il caso di e copula o verbo.
Pure io facevo questa riflessione oggi, però guardando le innumerevoli vocali inglese!!! :D Madò, non sono abituata a tutte queste vocali!

Nadia

Kata ha detto...

@Giusi: sì,suona simile, ma purtroppo non ne capisco neanche mezza parola. Il film che hai citato ce l'ho! Ma non l'ho ancora visto. Ora che mi hai incuriosito lo guarderò presto sicuramente. :) (ce l'ho doppiato in ungherese però)

@Nadia: eh sì, anche l'inglese ha la stessa difficoltà dell'italiano dal punto di vista delle vocali. Non sono indicate tutte e ci sono un sacco di varianti a seconda delle zone.

daniele, un italiano in svezia ha detto...

Io, in Svedese, ho anche difficoltà con il suono di "j" o "lj" (più morbido della nostra "g" o della "j" inglese) e, soprattutto, con "gn" (che non è sciolto come il nostro, né rigido come in inglese). Anzi, al confronto "sk" e "sj" mi fanno un baffo. Il suono di "sj" è comunque molto variabile a seconda dell'area: ad esempio, nel nord, diventa "sc" (ed è comunque corretto). Non ho troppi problemi, invece con i vari "rd", "rt", "rc" (un suono unico, in pratica la seconda consonante con la lingua nella posizione della "r"), anche se, a volte, devo pensarci un attimo.

Antonio ha detto...

Hai parlato del modo per riconoscere l'ungherese dal polacco, ma se uno straniero vuole riconoscere l'italiano dallo spagnolo ad esempio o da qualsiasi altra lingua basta guardare le parole... Se finiscono tutte per vocale quello sarà italiano :).

Sul fatto di pesca, a Brescia lo diciamo in entrambi in casi con la e aperta. C'è da dire invece che diciamo topo, moto e foto ad esempio con la o chiusa, e il suono è veramente terribile quando lo senti in tv o in altri contesti :)

Kata ha detto...

@Daniele: io per ora mi accontenterei di riuscire a comunicare in svedese in tutte le situazione. Poi alle finezze della pronuncia ci penserò dopo! :) Mi sono accorta anch'io che alcuni pronunciano "sk" e "sj" come "sc", e mi pare che anche per il digramma "rs" ci sono delle differenze, tipo in "eftersom" (per alcuni è "eftesciom", per altri "eftersom")...

@Antonio: sì, confondere lo spagnolo e l'italiano è un classico (pure io li confondevo prima di studiare italiano) :) Inizialmente ho imparato a distinugerli sapendo che se tante parole finiscono a "s", allora è spagnolo.

Daniele ha detto...

Lo Svedese ha una grossa differenza rispetto all'Italiano: non è una lingua artefatta.
L'Italiano, fino a duecento anni, nei fatti non esisteva: in seguito all'iniziativa di Manzoni (e altri come lui) si adottò il fiorentino come lingua italiana e si stabilirono delle regole, ma, tolti i letterati, nello Stivale si parlavano solo dialetti.

Solo la scuola sabauda e, ancora di più, la radio e la televisione, sono riusciti a imporre l'italiano su base nazionale.
Per questo l'Italiano ha regole di pronuncia molto più rigide dello Svedese o dell'Inglese (tolta la received pronunciation), perché è basato su decisioni a tavolino, peraltro non sempre su base corretta. Nel fiorentino, ad esempio, "bacio" si leggeva "basgio".

Nello Standardspråk svedese, invece, sono considerate valide anche dizioni e pronunce differenti (come, appunto, quelle per "sj"), proprio perché la lingua è sempre stata reale e non costruita a tavolino.

Kata ha detto...

@Daniele: forse è il problema dei paesi grandi. Dicono anche della Germania che ci sono delle enormi differenze tra una parte e l'altra (e poi la Germania ha una storia simile all'Italia, con un territorio molto frammentato e diviso in tanti piccoli stati autonomi).

Fiammetta ha detto...

Un polacco va dall'oculista.
"Riesce a leggere questa fila di lettere?" - "Certo che ci riesco, anzi io quello lo conosco pure."

Kata ha detto...

@Fiammetta: :)) questa non la conoscevo.

Giulia ha detto...

Anche a me piacciono i post linguistici :-)